TITOLO SECONDO

ATTUAZIONE DEL P.R.G.C.

ARTICOLO 8 STRUMENTI DI ATTUAZIONE DEL P.R.G.C.

Gli strumenti di attuazione si distinguono in:

  1. STRUMENTI PER L'ATTUAZIONE INDIRETTA, cioè Piani Urbanistici attuativi;
  2. STRUMENTI PER L'ATTUAZIONE EDILIZIA DIRETTA, cioè "progetti edilizi".

Gli strumenti di attuazione devono rispettare tutte le destinazioni e prescrizioni del P.R.G.C. di cui alle tavole di progetto e alle presenti norme.

ARTICOLO 9 CAMPO DI APPLICAZIONE DEGLI STRUMENTI ATTUATIVI

L'attuazione del P.R.G.C. in maniera indiretta è obbligatoria nelle aree comprese nelle tavole di progetto entro i perimetri di attuazione indiretta.

ARTICOLO 10 ATTUAZIONE INDIRETTA

L'attuazione indiretta a mezzo di piani urbanistici attuativi (P.A.) si applica obbligatoriamente solo nelle zone ed aree del territorio comunale indicate nelle tavole di progetto e/o nelle presenti norme.

E’ sempre consentito apportare modifiche al perimetro dei P.A. con il solo limite del 20% della superficie perimetrata dal P.R.G.C. in caso di riduzione.

Le aree incluse nel perimetro, nel rispetto degli obiettivi e strategie del P.R.G.C. e con esclusione degli ambiti destinati a servizi ed attrezzature collettive, possono assumere gli indici ed i parametri urbanistici del piano attuativo di cui vengono a fare parte entro i limiti di un incremento volumetrico del 10% stabilito nei commi seguenti

Per le aree escluse dal perimetro permangono le destinazioni di zona e le modalità attuative contenute nel P.R.G.C.

Per i P.R.P.C. di iniziativa privata, qualora sia dimostrata la congruenza urbanistica con il progetto di piano e con l’intorno, è consentito apportare un incremento volumetrico non eccedente il 10% della volumetria complessiva ammessa dallo strumento urbanistico generale nel caso di cessione gratuita di aree con destinazione pubblica almeno parametricamente corrispondente secondo i criteri di cui all’allegato A "Regolamento di attuazione per i piani regolatori particolareggiati comunali" e valutata opportuna dal Consiglio comunale.

Per i P.R.P.C. di iniziativa pubblica è consentito apportare un incremento volumetrico non eccedente il 10% della volumetria complessiva ammessa dallo strumento urbanistico generale .

Gli strumenti attuativi di INIZIATIVA COMUNALE sono:

P.R.P.C. - Piani regolatori particolareggiati comunali di cui alla L.R. 52/1991 e successive modifiche ed integrazioni, ed alle leggi statali e regionali regolanti la materia;

P.E.E.P.- Piani da destinare all'edilizia economica e popolare (Legge n. 167/1962 e successive modifiche ed integrazioni);

PIANI DI RECUPERO (Art. 27 della Legge n. 457/1978 e L.R. 18/1986);

P.I.P. - Piani delle zone da destinare agli insediamenti produttivi (Art. 27 della Legge n. 865/1971 – Art. 2 della L.R. 39/1973);

Gli strumenti attuativi di INIZIATIVA PRIVATA sono:

P.R.P.C. - Piani regolatori particolareggiati comunali di cui all’art. 49 della L.R. 52/91 e successive modifiche ed integrazioni;

PIANI DI RECUPERO nei casi previsti dall'Art. 30 della L. 457/1978 e dall’art.8 della L.R. 18/1986.

Negli ambiti ricadenti in zone A e B, subordinati a piani attuativi e per i quali sono state applicate le prescrizioni di un P.R.P.C. che ha perso efficacia perché decorso il termine stabilito nel provvedimento di approvazione, nelle more di adozione di un nuovo piano attuativo, si applicano i disposti di cui al comma 7 art. 48 della L.R. 52 come modificata ed integrata.

ARTICOLO 11 MODALITA` PER L'ATTUAZIONE INDIRETTA

ELEMENTI DEI PIANI ATTUATIVI DI INIZIATIVA COMUNALE

I piani attuativi di iniziativa comunale dovranno avere i contenuti ed essere costituiti dagli elementi di cui alle Leggi statali e regionali relative.

Per tutti i Piani attuativi di iniziativa comunale sono applicabili in quanto compatibili i disposti di cui al REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE PER I PIANI REGOLATORI PARTICOLAREGGIATI COMUNALI (all: "A" alle presenti Norme, di cui fa parte sostanziale).

ALTRI ELEMENTI NORMATIVI

I piani attuativi n. 34 di Via Mazzini, n. 30 di Largo S. Giorgio,n. 57 di San Carlo, n. 56 di Via Vallona, n. 54 di Via Caboto, n. 18 di Largo San Giovanni,n. 24 delle Caserme, n. 68 di Borgomeduna, n. 75 di Volto Querini, n. 77 di Piazza Costantini, P.R.P.C. di Torre Nord A.S.E., per la loro valenza di aree deputate alla riqualificazione urbanistica di parti di città funzionalmente "strategiche", sono assoggettati al rispetto degli indirizzi che determinano per ciascun piano gli obiettivi da perseguire nella progettazione, ovvero sono finalizzati rispettivamente a:

Piano Attuativo n. 34 di Via Mazzini

Recuperare la parte residua del tessuto insediativo, con l'obiettivo di valorizzare gli elementi di pregio ambientale sia singoli che d'assieme del "Borgo San Antonio" incluso nel piano;

individuare l'insediamento di funzioni ricettive entro la quota di terziario consentita dal P.R.G.C. approvato e fissato nella Tav. P2 parametricamente in P3 11.000 m3;

ottenere attraverso il recupero urbanistico, un ambito urbano opportunamente coordinato per funzioni e prefigurazioni planivolumetriche con le zone contermini del "Parco Valdevit" e della "Lottizzazione Galvani".

Piano Attuativo n. 30 di Largo San Giorgio

Prevedere il recupero del patrimonio naturale attraverso il risanamento delle rogge e del laghetto Enel;

individuare un nuovo assetto distributivo delle destinazioni d'uso compatibili con l'ambiente, oggetto di risanamento ed in funzione del ruolo di area di connessione tra il Centro Storico e Viale Marconi;

ridisegnare l'assetto dei parcheggi, dei percorsi, ed in genere degli spazi pubblici in relazione e consonanza con le risultanze progettuali dell'U.M.I. n. 12 del Piano di Recupero n. 6 di Corso Garibaldi, relativamente a Largo San Giorgio;

prefigurare il riassetto e la riqualificazione delle aree centrali racchiuse dall'edificazione intensiva di bordo;

prevedere un collegamento pedonale in frangia al lato Ovest del Piano Attuativo che contribuisca alla riqualificazione dell'attuale configurazione dei luoghi e all'utilizzo e sistemazione del varco all'altezza del condominio "Noncello" su Viale Marconi;

verificare in sede di redazione del Piano le potenzialità edificatorie di quegli ambiti pertinenziali agli edifici che si attestano su viale Marconi e piazza Duca d'Aosta stralciati dal perimetro di Piano (Fg. 20/A mappali 154, 1018, 2105; Fg. 20/B mappali 282, 291, 1067) secondo i disposti dell'art. 88 della L.R. 52/91 e successive modifiche e integrazioni.

Piano Attuativo n. 57 di San Carlo

Recuperare l'antico sistema edilizio a corte con fronte su Via Colonna, assegnandogli destinazioni d'uso prevalentemente residenziali e consentendo categorie d'intervento rispettose dell'assetto morfologico;

prefigurare la nuova edificazione consentita dall'applicazione dell'indice di fabbricabilità territoriale di 30.000 m3/ha in relazione con le preesistenze edificate sul lato sud del comparto e con l'edificazione prevista nel Piano di Recupero n. 25 di Via Fontane; il rapporto con l'ambiente assoggettato a ristrutturazione dovrà consentire un momento di riqualificazione ambientale evitando la creazione di retri;

reperire i percorsi più idonei per consentire il collegamento pedonale-ciclabile previsto dal P.R.G.C. tra l'area di Viale della Libertà e la zona scolastica di Via Interna;

prevedere per l'area verde una zona di parco, progettata per lo svago ed il riequilibrio psico-fisico, attrezzata di percorsi pedonali e ciclabili senza inserimento di manufatti od opere che alterino il sedime naturale;

individuare funzioni terziarie di servizio e commerciali compatibili anche con l’insediamento delle sedi della Questura, Prefettura, Genio Civile e Centro Culturale antistanti.

Andranno valutate tutte le opportunità di accesso alla zona verde prevista.

Si dovrà infatti considerare che l’area è parte di un sistema più ampio che si estende dall’area polifunzionale di Via Mantegna in Borgomeduna, fino all’area scolastica e del Palazzetto dello Sport, a nord della città.

Le parti riservate alle attrezzature sportive e ricreative sono state previste nell'area per servizi di Via San Valentino (R/SP 12.160) e nell'area di Viale della Libertà.

Piano Attuativo n. 56 di Via Vallona

Verificare la possibilità di un recupero della parte edilizia fatiscente e degradata che costituisce la parte centrale del comparto, o, in alternativa, prefigurarne la sostituzione edilizia, sperimentando, in questo secondo caso, la progettazione delle tipologie più idonee;

prevedere i luoghi del terziario compatibilmente con la capacità dell'ambito, di contenere le quote di parcheggio e verde pubblici, corrispondenti;

l'inserimento di funzioni terziarie dovrà essere conseguente alla scelta di P.R.G. di individuare tale ambito come una delle sedi di estensione dell'attuale "centro città";

posizionare un percorso pedonale-ciclabile con carattere di continuità rispetto a quelli previsti per il collegamento tra Piazza Costantini, Corso Garibaldi e l'area verde del Piano Attuativo di San Carlo;

ubicare il parcheggio previsto dal P.R.G.C. prevedendo l'accesso da Via Vallona, evidenziandone quindi la funzione di sosta per le provenienze da nord e drenaggio del traffico di attraversamento del centro città;

preservare il verde residuo, da sempre sede di risorgive, attribuendogli carattere di giardino.

Piano Attuativo n. 54 di Via Caboto

Riqualificare complessivamente l'ambito risolvendo i seguenti punti di progettazione:

  1. ristrutturazione di Via Caboto e creazione di un suo collegamento con il Piano di Recupero n. 25 di Via Fontane;
  2. creazione di un fronte commerciale lungo il nuovo asse viario di connessione di cui al punto precedente;
  3. ridisegno dell'impianto edificato dell'ambito con It = 25.000 m3/ha in relazione anche alla distribuzione planivolumetrica del P.R. n. 25 limitrofo;
  4. ridefinizione urbanistica dell'ambito di Via Molinari che comprende tipologie edilizie diversificate;

distribuire organicamente l'insediamento delle attività terziarie consentite;
ricalibrare le parti edificate in applicazione degli indici edificatori differenziati previsti dal P.R.G.C.

Piano Attuativo n. 18 di Largo San Giovanni

Prefigurare la risoluzione dei seguenti punti:

  1. il funzionale riassetto dell'incrocio;
  2. la previsione di una cortina edilizia che si attesta su Largo San Giovanni prevedendo la sostituzione delle attuali funzioni non compatibili;
  3. il ridisegno dell'area verde antistante il "Centro Studi".

Piano Attuativo n. 24 delle Caserme

Creare un assetto planivolumetrico con carattere di riferimento per il suo intorno attraverso la progettazione di percorsi che rendano permeabile l'area e l'identificazione di tipologie tali da modificare il carattere periferico di questo settore urbano;

inserire in modo funzionalmente coerente con la presenza della struttura ospedaliera e della terziarizzazione prevista (anche nel limitrofo P.A. 51), la quota di attività ricettive individuata dal P.R.G. ed i parcheggi parametricamente prescritti;

ubicare, ponendo attenzione ai caratteri progettuali, le strutture sportive e per il tempo libero previste, che hanno carattere di elemento di riferimento per tutto il settore urbano nel quale si inserisce il P.A. n. 24.

Piano Attuativo n. 68 di Borgomeduna

Specificare le operazioni di recupero per i borghi compresi tra Via Canaletto e Via Mantegna;

prefigurare un riassetto planivolumetrico in grado di riorganizzare la distribuzione volumetrica, disordinata e casuale, nell'area compresa tra Via Nuova di Corva e Via Udine che presenta possibilità di sostituzione edilizia e di trasformazione di destinazioni d'uso;

ristrutturare la viabilità dell'ambito perimetrato, introducendo elementi di raccordo tra Via Nuova di Corva, Viale Martelli, Via San Giuliano e Via Canaletto: il riassetto dell'incrocio di tali vie, dovrà consentire la separazione del traffico di attraversamento delle provenienze da sud, con direzione nord-est, da quello locale e di relazione con il centro urbano;

prevedere la ristrutturazione di Via Udine che per il tratto compreso nel Piano di Recupero, dovrà assumere il ruolo di asse urbano con funzioni di connessione tra le due parti edificate; dovrà essere riqualificato ed attrezzato per il percorso e le soste pedonali ed assumere il ruolo di collettore di funzioni "centrali";

reperire l'ubicazione dei percorsi pedonali e ciclabili di collegamento con il P.A. n. 13 e quindi con il centro città e di connessione con l'area di Via Mantegna, luogo di attrezzature scolastiche ricreative e per il culto.

Piano Attuativo n. 75 di Volto Querini

Verificare l'inserimento di un tratto di nuova viabilità di raccordo tra l'area centrale e Via Udine che assuma il carattere di collettore della distribuzione del traffico proveniente da sud (Viale Treviso e Via Nuova di Corva) verso ciascuna specifica direzione d'ingresso alla città separando in tal modo, la quantità di traffico per ciascun asse di penetrazione;

l’esito dovrà essere quello di evitare traffico "parassita" nei tratti viari che attraversano il centro di Borgomeduna;

dovrà essere considerata la possibilità di creare una "complanare" alla linea ferroviaria e sperimentati i raccordi in regime di sicurezza, con la viabilità esistente, nei modi più idonei per una facile circolazione;

progettare il manufatto prevedendo contestualmente la sistemazione delle aree individuate dal P.R.G. come ambiti per verde attrezzato e parcheggi secondo criteri di salvaguardia e protezione della residenza limitrofa.

Piano Attuativo n. 77 di Piazza Costantini

La configurazione planivolumetrica dovrà, coerentemente con le funzioni di centro città, individuare una piazza intesa come spazio di relazione e collocare la volumetria edificabile in modo da definire lo "spazio-piazza";

dovrà essere previsto il parcheggio pubblico secondo la quota parametrica stabilita dal P.R.G., studiando opportunamente le soluzioni che ne consentano un'accessibilità meccanica e pedonale coerentemente con gli elementi di progetto e con gli intorni dell'ambito di piano;

la riqualificazione dell'area di piano dovrà essere perseguita anche attraverso un disegno urbano capace di relazionarsi con i "retri degli edifici" e i "vuoti urbani".

P.R.P.C. di Torre Nord A.S.E

Sarà compito del piano definire l'area centrale nella quale dovranno trovare spazio le principali aree per servizi che costituiranno una funzione ordinatrice anche per le zone circostanti comprese nell'Area Strategica E definendo in tal modo l'ambito di comparto.

ARTICOLO 12 ELEMENTI DEI PIANI DI RECUPERO

I Piani di Recupero di iniziativa pubblica (e quelli di iniziativa privata, nei casi previsti dall'Art. 30 della Legge n. 457/1978 e L.R. 18/86) debbono essere, di norma e a seconda delle dimensioni del piano stesso, costituiti dai seguenti elementi:

ARTICOLO 13 PIANI REGOLATORI PARTICOLAREGGIATI COMUNALI DI INIZIATIVA PRIVATA

Nelle zone ed aree in cui il P.R.G.C. si attua in modo indiretto e che non sono sottoposte ai piani attuativi di iniziativa pubblica, la proprietà elabora i piani regolatori particolareggiati comunali; le modalità di formazione degli elaborati, i contenuti e gli elementi costitutivi dei piani regolatori particolareggiati comunali di iniziativa privata sono prescritti dal REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE PER I PIANI REGOLATORI PARTICOLAREGGIATI COMUNALI (allegato "A" alle presenti Norme, di cui fa parte integrante ed inscindibile).

ARTICOLO 14 UNIFICAZIONE DEGLI ELABORATI DEI PIANI ATTUATIVI

Per consentire una minima base per l'uniforme lettura e l'univoca interpretazione degli elaborati grafici e normativi di tutti i piani attuativi, viene prescritto quanto segue;

  1. per la denominazione degli indici edilizi ed urbanistici (e per i calcoli relativi) vanno usate esclusivamente le dizioni, i simboli e i metodi di calcolo di cui al regolamento edilizio e alle presenti norme;
  1. per la redazione degli elaborati grafici di tutti i piani attuativi e loro schede di indagine vanno utilizzati esclusivamente i simboli, i modi di rappresentazione e le legende tipiche di cui ai SIMBOLI E LEGENDE PER LA REDAZIONE DEI PIANI ATTUATIVI (allegato "B" alle presenti Norme, di cui fa parte integrante ed inscindibile).

E` facoltà dei redattori dei Piani usare simbologie e metodi di rappresentazione diversi da quelli prescritti ESCLUSIVAMENTE per i casi non previsti e per tavole descrittive con valore non normativo.

ARTICOLO 15 PIANI DI UTILIZZAZIONE URBANISTICO-EDILIZIA

All'interno delle zone per servizi ed attrezzature collettive, con esclusione del parco urbano comprensoriale, l'attuazione è obbligatoriamente di tipo indiretto qualora in un ambito territoriale contrassegnato con la sigla "UZ" siano ubicati più servizi e/o attrezzature diverse. In tal caso, l'intervento diretto è subordinato all'approvazione, da parte della Giunta comunale, di un piano di utilizzazione urbanistico-edilizia.

Il piano di utilizzazione urbanistico-edilizia viene equiparato ad un progetto planivolumetrico di larga massima, a garanzia dell'organica possibilità di realizzazione per parti tutti i servizi e le attrezzature previsti e prescritti dal P.R.G.C. e dalle vigenti norme specifiche relative agli impianti.

I progetti edilizi non possono in nessun caso modificare le previsioni del piano di utilizzazione urbanistico edilizia. Ogni variazione al piano dovrà seguire la medesima procedura utilizzata per la sua formazione.

ARTICOLO 16 ATTUAZIONE DIRETTA

In tutte le zone del territorio comunale ove non sia prescritta l'attuazione indiretta e in quelle dove è prescritta successivamente all'approvazione dei piani attuativi, si applica l'intervento diretto, cioè a mezzo di progetti edilizi.

Ad esclusione solamente delle opere di trasformazione del suolo e/o degli edifici per cui la legislazione vigente lo esclude, ogni intervento diretto che comporti costruzioni e/o trasformazioni d'uso del suolo e degli edifici è subordinato al rilascio di specifica concessione o autorizzazione.

ARTICOLO 17 UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI

L'utilizzazione totale degli indici corrispondenti ad una determinata superficie esclude ogni successiva richiesta di altre concessioni ad edificare sulle superfici stesse tese ad utilizzare nuovamente detti indici, salvo il caso di demolizione e ricostruzione, e ciò indipendentemente da qualsiasi frazionamento o passaggio di proprietà.

Qualora un'area a destinazione omogenea, su cui esistono costruzioni che si devono o si intende conservare, venga frazionata allo scopo di costruire nuovi lotti edificabili, TUTTI gli indici e le prescrizioni di Piano vanno comunque rispettati, sia per le costruzioni conservate che per le nuove da edificare.

ARTICOLO 18 INDIVIDUAZIONE DEI PERIMETRI E DEI LIMITI DI ZONA

Le tavole grafiche di P.R.G.C. sono redatte su rilievo aerofotogrammetrico, in considerazione della scarsa attendibilità (per mancato aggiornamento) delle tavole catastali.

Per l'individuazione e l'interpretazione dei limiti di zona, dei perimetri e di ambiti di cui alle presenti norme e alle tavole grafiche, ai soli fini urbanistici ed amministrativi, si fa riferimento nell'ordine a:

  1. aree di pertinenza di strade aperte al traffico da più di tre anni, nello stato in cui si trovano alla data di adozione del P.R.G.C. o come conseguenti a convenzioni con il Comune o ad atti d'obbligo unilaterali verso il Comune o tra privati (anche non regolarmente registrati) per frazionamento di suoli;
  1. allineamenti di edifici esistenti;
  1. emergenze rilevate sul territorio come risultanti dal rilievo fotografico effettuato dalla Ditta EDDA (depositato presso gli uffici comunali), per: corsi d'acqua, rilievi o depressioni del terreno, zone interessate da piantagioni arboree ed arbustive, piloni, recintazioni, fossi, scoline, coltivazioni in atto;
  1. confini di proprietà, come rilevabili alla data di adozione del P.R.G.C. dalle tavole catastali e da atti regolarmente registrati in data anteriore all'adozione del P.R.G.C.

In caso di incertezza emergente dall'applicazione dei criteri di cui sopra, si farà riferimento a misure grafiche (sempre effettuate a partire da caposaldi e/o allineamenti rilevabili con i metodi di cui ai commi precedenti) effettuate sulle tavole di stesura originarie degli elaborati grafici di Piano, a carattere prescrittivo e/o normativo redatte su supporto lucido inestensibile.

Nel caso di discordanza della normativa grafica tra le tavole P1 e P2, che costituiscono il P.R.G.C. vigente, prevale quanto prescritto nella tavola P1 "Viabilità-azzonamento-servizi".