TITOLO PRIMO
DISPOSIZIONI GENERALI
Il P.R.G.C. si compone dei seguenti elaborati:
ELABORATI A CARATTERE PRESCRITTIVO E NORMATIVO
A - Tavole grafiche di Piano:
P0 LEGENDA
P1 VIABILITA'-AZZONAMENTO-SERVIZI scala 1:2.000
tavole dalla 1 alla 26P2 PRESCRIZIONI PER L'ATTUAZIONE scala 1:2.000
tavole dalla 1 alla 2612 PROGRAMMA PER LE ATTREZZATURE PER LA VIABILITA E I TRASPORTI - CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DELLA VIABILITA'
(variante n° 38 al P.R.G.C.)22 CONTROLLO DELLE DESTINAZIONI DUSO
(variante n° 38 al P.R.G.C.)
B - Elaborati scritti:
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
allegati alle Norme Tecniche di Attuazione:
- all. "A" - Regolamento di attuazione per i Piani Regolatori Particolareggiati Comunali
- all. "B" - Simboli e legende per la redazione dei piani attuativi
- all. "C" - Elenco delle specie vegetali consigliate
- all. "C1" - D.P.G.R. 11 aprile 1989 n° 174/Pres. - estratto
- all. "D" - Il parco fluviale del Noncello e la sua gestione naturalistica (prof. L. Poldini)
- all. "6.A.1"- Indagine geologica (dott. F.Seriani) (variante n° 38 al P.R.G.C.)
- Relazione Tecnica della Variante n° 38 al P.R.G.C.
- Estratto Relazione Tecnica della Variante n°5
- all. "4a" - Variante n° 5 al P.R.G.C. Particolari elementi architettonici e di arredo urbano - Opere di riqualificazione funzionale e di sistemazione viaria del viale M. Grigoletti
- all. "5a" - Variante n° 5 al P.R.G.C.
Particolari elementi architettonici e di arredo urbano
ELABORATI A CARATTERE DESCRITTIVO E DI INDAGINE
A - Tavole grafiche
D1 QUADRO DI UNIONE scala 1: 5.000
D2 SEZIONI CENSUARIE ISTAT 1981 scala 1:10.000
D3 AMBITI TERRITORIALI DI VERIFICA
SCUOLE MATERNE - ASILI NIDO scala 1:10.000D4 AMBITI TERRITORIALI DI VERIFICA
SCUOLE ELEMENTARI scala 1:10.000D5 AMBITI TERRITORIALI DI VERIFICA
SCUOLE MEDIE INFERIORI scala 1:10.000D6 AMBITI TERRITORIALI DI VERIFICA
VERDE DI QUARTIERE - SPORT scala 1:10.000D7 ZONE AD ATTUAZIONE INDIRETTA scala 1: 5.000
T1 USI DEL SUOLO scala 1: 5.000
T2 ATTREZZATURE PUNTUALI scala 1: 5.000
T3 RETE VIARIA scala 1: 5.000
T4 RETE FOGNANTE scala 1: 5.000
T5 RETE IDRICA scala 1: 5.000
T6 RETE ELETTRICA - GAS scala 1: 5.000
T7 PERIMETRAZIONE CENTRI
EDIFICATI scala 1: 5.000T8 AREE E DEMANI PUBBLICI scala 1: 5.000
T9 INTERVENTI EDILIZI DAL 1971 AL 1980 scala 1: 5.000
B - Elaborati scritti:
- RELAZIONE TECNICA GENERALE
- allegati alla Relazione Tecnica Generale:
- all. "A" Tabelle degli standard urbanistici (dal n. 0 al n. 7)
- all. "B" Indagine demografica
- all. "C" Indagine sulle abitazioni e stima dei fabbisogni
- all. "D" Dati provvisori I.S.T.A.T. 1981 - popolazione e abitazioni
- all. "E" Indagine sui servizi esistenti
- all. "F" Indagine sui servizi scolastici
- all. "G" Indagine sulle attività industriali
- all. "H" Elaborati della prima bozza di Piano - 1980 (dal n. 1 al n. 10)
- all. "I" Elaborati tecnici della Conferenza dei Servizi - 1981 (dal n. 1 al n. 8)
- all. "L" Bozza generale di adeguamento al P.U.R.G. - 1982 (dal n. 1 al n. 8)
- all. "M" Conferenza sulla viabilità della destra Tagliamento 1983
- all. "N" Verbali dei Consigli di Circoscrizione sulla proposta di P.R.G.C.
- all. "O" Direttive aree strategiche.
ARTICOLO 2 CAMPO DI APPLICAZIONE DEL P.R.G.C.
Tutto il territorio comunale è disciplinato dai combinati disposti degli elaborati a carattere prescrittivo di cui al precedente Art. 1, ai sensi della vigente legislazione urbanistica Statale e Regionale.
ARTICOLO 3 FINALITA` DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
Le presenti Norme di Attuazione integrano le prescrizioni urbanistiche contenute nelle tavole grafiche di cui al precedente Art. 1 anche agli effetti dell'applicazione delle misure di salvaguardia di cui allart. 35 L.R. 52/91 e successive modifiche ed integrazioni.
Le presenti norme di attuazione individuano utilizzando le espressioni di cui al secondo comma le destinazioni duso consentite nelle diversi parti o zone dellambito territoriale disciplinato e dettano eventuali disposizioni transitorie in ordine alle destinazioni duso in atto (e, cioè, già insediate ed attive al momento della adozione delle presenti norme) ma diverse da quelle consentite. Le funzioni non specificamente nominate nel successivo comma sono ricondotte ad una delle categorie indicate nel comma medesimo facendo riferimento ad eventuali previsioni dei vigenti ordinamenti (nellordine: comunale, regionale, provinciale, statale) o, in assenza, utilizzando il criterio della analogia.
Le destinazioni duso considerate dal PRGC sono definite e raggruppate nelle seguenti categorie e sotto categorie:
ART. 4.1 ATTIVITA’ COMMERCIALI AL DETTAGLIO DI GRANDE DISTRIBUZIONE
La realizzazione delle attività commerciali al dettaglio di grande distribuzione è subordinata al rispetto della normativa urbanistica della zona omogenea interessata dall’intervento, nonché di quanto previsto dal Piano Comunale del Settore del Commercio e dai relativi studi effettuati a supporto dello stesso, costituiti dal Rapporto Ambientale e dallo Studio in materia di mobilità urbana.
In particolare gli elaborati progettuali edilizi o urbanistici (nel caso di attuazione indiretta) dovranno essere integrati con la documentazione e gli studi previsti dall’allegato C delle Norme di attuazione del Piano Comunale del Settore del Commercio.
Le varie fasi individuate nell’analisi in materia di mobilità a supporto del Piano Comunale del Settore del Commercio sono da intendersi prescrittive per quanto attiene all’individuazione degli scenari infrastrutturali indicati per ciascun gruppo di interventi compresi nelle varie fasi; è possibile peraltro ricorrere a deroghe alle fasi stesse, motivate da opportuni studi di sostenibilità viaria secondo i criteri dell’allegato C sopra citato, qualora venissero monitorati carichi di traffico diversi per cui gli scenari ipotizzati si rivelassero non aderenti al grado di infrastrutturazione previsto.
In tale caso la sostenibilità viaria degli insediamenti proposti dovrà comunque essere riverificata prima del rilascio dei titoli abilitativi di natura urbanistica, edilizia e commerciale.
ARTICOLO 4.2 ATTIVITA’ COMMERCIALI AL DETTAGLIO NON ALIMENTARI DI BASSO IMPATTO
In tutte le zone omogenee, per le quali il PRGC consente interventi di destinazioni d’uso commerciali al dettaglio, è consentita la localizzazione di “attività commerciali al dettaglio non alimentari a basso impatto” nei limiti stabiliti:
Nelle zone omogenee industriali/artigianali – D – non sono consentite attività commerciali al dettaglio non alimentari a basso impatto, neppure di vicinato, tranne che in quelle soggette ad attuazione diretta, e comunque nel rispetto dei limiti stabiliti dal Piano di settore del comparto del commercio, dai criteri per la media distribuzione, e dalle disposizioni della normativa regionale di settore.
PARCHEGGI DI RELAZIONE E STANZIALI
Per le attività commerciali non alimentari di basso impatto le quote minime di standard afferenti i parcheggi stabilite, per ogni singola zona omogenea, per le attività commerciali al dettaglio, sono ridotte del 60%, fermo restando l’obbligo di garantire il reperimento dello standard nella sua interezza (100%), ovvero di attuare una corrispondente riduzione della superficie di vendita, in caso di mutamento di settore merceologico; rimangono inalterate le quote di parcheggio stanziale afferenti al numero degli addetti ove previste.
Per gli esercizi di vendita al dettaglio di generi non alimentari a basso impatto insediabili nelle zone omogeneee industriali/artigianali – D – ai sensi del presente articolo, si applicano gli standards ridotti come soprariportato, stabiliti per tali attività dall’art. n. 46 delle presenti norme, relativo alle zone H3 “ZONA PER ATTREZZATURE COMMERCIALI E PRODUTTIVE DI COMPLETAMENTO”.
ALTRI ELEMENTI NORMATIVI
Sono fatte salve le destinazioni duso in atto, non compatibili con quelle prescritte dalle presenti norme, qualora lintervento edilizio rientri tra gli interventi di manutenzione, di ristrutturazione edilizia, di ampliamento igienico-sanitario e funzionale, e per la sicurezza sui luoghi di lavoro, ove previsto dalle presenti norme.
ARTICOLO 5 VARIAZIONE DELLE DESTINAZIONI D'USO
Ogni variazione delle destinazioni d'uso del suolo e dei fabbricati o di parte di essi costituenti unità funzionale è soggetta (se comporta l'esecuzione di opere edilizie) a preventiva concessione o autorizzazione edilizia, secondo i disposti del capo III e IV della L.R. 52/91.
Qualora la variazione di destinazione duso non comporti esecuzione di opere, sarà soggetta ad autorizzazione se ricadente allinterno degli ambiti territoriali soggetti al comma 2 dellart. 78 L.R. 52/91, come individuati nella tav. 22 del P.R.G.C. "Controllo delle destinazioni duso" e allinterno dei piani attuativi approvati, ai sensi del punto f) art. 30 L.R. 52/91.
Per la determinazione delle destinazioni d'uso in atto al momento della richiesta di concessione si applicano i disposti dellart. 74 della L.R. 52/91.
ARTICOLO 6 TRASFORMAZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE
Qualsiasi trasformazione urbanistica ed edilizia, anche se consentita dalle previsioni del P.R.G.C. non è ammessa in assenza delle opere di urbanizzazione primaria, salvi i disposti di Legge per la realizzazione delle stesse a cura e spese dei cittadini interessati e secondo le prescrizioni comunali.
Nel caso in cui non sia possibile realizzare l'allacciamento alla rete pubblica della fognatura, e/o dell'acquedotto, la trasformazione urbanistica ed edilizia dovrà essere dotata delle opere ed interventi sostitutivi, atti a svolgere le funzioni delle menzionate reti pubbliche, secondo quanto sarà prescritto dal Comune e dall'autorità sanitaria competente.
ARTICOLO 7 URBANIZZAZIONE PRIMARIA
Su tutto il territorio comunale, indipendentemente dalla destinazione di zona prevista dallo strumento urbanistico vigente e dai relativi parametri urbanistici ed edilizi, sono consentiti manufatti ed impianti oltre alla posa di cavi, condotte etc., necessari per il trasporto e la distribuzione dei servizi canalizzati pubblici (telefono, gas metano, energia elettrica, fognatura, acquedotto, infrastrutture irrigue, etc.) e per l'esercizio degli stessi.
Il parere di competenza comunale di cui allart.89 della L.R. 52/91 riporterà le opportune prescrizioni e modalità esecutive che assicurino la massima compatibilità delle opere rispetto alle valenze paesaggistiche ambientali dei siti interessati, nelle diverse destinazioni di zona. In particolare all'interno delle zone residenziali le reti elettriche e telefoniche dovranno essere interrate.